.

  LiberateAdrianoSofri [ ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo



cerca
letto 3469 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


31 dicembre 2003

Forse ci siamo

Forse ci siamo.




permalink | inviato da il 31/12/2003 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 luglio 2003

Sì, questa volta funzionerà, caro lettore

 

Sì, questa volta funzionerà, caro lettore

----- Original Message -----

From: "Vittorio Baccelli" <baccelli1@interfree.it>

To: "Giuliana D'Olcese" <coalizione@iol.it>

Subject: Re: Re: Metti un giorno in prima Sofri e il Direttore [forum_immoderato_degli_immoderati]

MA CHE SIA la volta buona che Sofri esce? La magistratura comunista mai gli ha perdonato d'aver creato LC e ai tempi di LC il PCI fu messo alle corde - è lo stesso discorso di Craxi che finì in esilio per averlo (il pci) messo alle corde -

Sì, sarà la volta buona, caro lettore.

Questa volta l'appello funzionerà. Stamani sul Corsera adesioni di parlamentari trasversali, da Radio Radicale sentiamo di dieci deputati che hanno raccolto l'appello e stanno facendo firmare altri per inviare tutto a Ciampi e a Castelli. Vedrete, sarà una discreta, se non ottima, mobilitazione anche parlamentare.

Anche dal Senato arrivano notizie in tal senso dal senatore Cortiana, squisita persona, ed efficente.

Ci voleva davvero internet a smuovere decisamente le acque sempre ferme a livello di dotte disquisizioni da cui mai si usciva....

Alla Camera e al Senato, sanno che l'appello è stato diramato per ben due volte a migliaia di copie, oltre che a tutti loro parlamentari. Evviva la democrazia e l'informazione di internet!!!

Grazie per le adesioni e, chi è d'accordo, dirami l'appello alle proprie liste. Giuliana D'Olcese

--------

Metti un giorno in prima pagina Sofri e il Direttore 
Al Presidente della Repubblica, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, ai Cittadini,

Appello da blogger, giornali telematici e società civile per la grazia ad Adriano Sofri
Oggi, 13 luglio, il Direttore di un grande e popolare quotidiano, il Corriere della Sera, - 
www.corriere.it  - Stefano Folli, ha firmato

il suo fondo domenicale argomentando sui molteplici aspetti, politici, culturali ed umani, -da stimato notista politico quale è-, l'opportunità della Grazia da concedere a Sofri. Rilancio ancora, perciò, anche ai Direttori di carta stampata e TV, l'Appello 
che segue -già inviato a migliaia tra Redazioni di giornali, singoli giornalisti e opinionisti di Radio e TV, alle Radio e TV pubbliche

e private, ad Associazioni, Movimenti, Cittadini e al Parlamento italiano- il 5 luglio scorso in occasione della lunga conversazione-intervista, avvenuta la sera antecedente nel corso del popolarissimo Maurizio Costanzo Show, tra Sofri e Costanzo.

Moltissimi soggetti, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, mi hanno scritto, spontaneamente in quanto non richiesto, di avere aderito inviando l'Appello sottostante al Presidente della Repubblica  presidenza.repubblica@quirinale.it e li ringrazio tutti, aggiungendo l'e-mail del Ministro di Grazia e Giustizia  segreteria.ministro@giustizia.it  colui che, 
per prassi istituzionale, deve farne richiesta formale al Presidente della Repubblica anche a nome del Governo italiano. 

Ringrazio per l'attenzione - Giuliana D'Olcese 

L'appello, semplice, efficace, sintetico, è stato scritto da Christian Rocca. Lo si invia aggiungendo due righe alla fine tipo 

"Signor Presidente, Signor Ministro, Le chiedo di graziare Sofri", firmato con nome, cognome e indirizzo postale tradizionale.  Riceverete un messaggio automatico che ricorda le regole di spedizione. NO allegati. Attenersi alle regole se no non è valido. 




permalink | inviato da il 14/7/2003 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


5 luglio 2003

Ieri sera

Ieri sera, Maurizio Costanzo,
ha dedicato il suo spazio ad una lunga intervista ad Adriano Sofri partecipatissima, anche da tanti giovani, ospiti del popolarissimo Costanzo show. Il dialogo tra Costanzo e Sofri, che ha raggiunto punte toccanti, verteva sulla grazia. Grazia che il Presidente della Repubblica Ciampi potrebbe, anche "Motu proprio", concedere a Sofri, -come ha fatto notare Maurizio Belpietro direttore de il Giornale- anch'egli ospite in studio.
Il Governo, e la maggioranza dell'opposizione, per una volta sono d'accordo ma, a mio modestissimo parere di 
normale cittadina, quel che veramente più conta sui risultati è la bellissima esortazione che ha lanciato Costanzo ai suoi fedeli spettatori i cui contenuti suonavano così: "Carissimi, è auspicabile e c'è bisogno della vostra partecipazione di cittadini, fatevi sentire, partecipate alla richiesta a Ciampi della grazia per Sofri, ciascuno con i mezzi che ha a disposizione. Ognuno di noi può dare il suo prezioso contributo, se ne è convinto,
a concedere la libertà ad un prigioniero sulla cui grazia si sono già espressi favorevolmente tante donne ed uomini della società civile, della cultura, della politica". -Perchè l'appello telematico a Ciampi, che segue qui in calce, pur avendolo ricevuto qualche giorno fa, lo rilancio solo oggi?- Ho atteso che la stampa e qualche media ne desse notizia e così ne fosse "rafforzato", avendo fatto oramai molta esperienza, purtroppo, che tra le cittadinanze vige ancora come un vago inconscio senso di dipendenza, -per fidarsi e decidere azioni di partecipazione e mobilitazione morale-, da situazioni ufficiali, apparati, "nomi di grido", status simbol ecc. ecc. 
I "Blogger", i siti e la grande agorà della democrazia in internet hanno fatto, perciò, un lavoro egregio nonostante il totale silenzio dell'informazione dal fare conoscere all'opinione pubblica l'iniziativa.
Premiamoli e usciamo dal silenzio. Inviamo l'appello a  presidenza.repubblica@quirinale.it
Giuliana D'Olcese
**********
Siamo d'accordo con i blogger per la grazia a Sofri.
Da alcuni giorni il mondo dei blogger è in fibrillazione per una campagna che porta avanti affinché il presidente della Repubblica conceda la grazia ad Adriano Sofri. Di seguito riportiamo l'appello, sperando che ci dia una mano anche lei.
E' per una campagna di giustizia. Cordialmente da VirusilGiornaleonline http://www.virusilgiornaleonline.com




permalink | inviato da il 5/7/2003 alle 17:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


1 luglio 2003

Siamo d'accordo con i blogger per la grazia a Sofri.

 

Siamo d'accordo con i blogger per la grazia a Sofri.

Da alcuni giorni il mondo dei blogger è in fibrillazione per una campagna che porta avanti affinché il presidente della Repubblica conceda la grazia ad Adriano Sofri. Di seguito riportiamo l'appello, sperando che ci dia una mano anche lei.

E' per una campagna di giustizia. Cordialmente da VirusilGiornaleonline http://www.virusilgiornaleonline.com
--------

Appello a Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica  presidenza.repubblica@quirinale.it

Signor presidente - Adriano Sofri è in galera da quasi 6 anni per l'omicidio del Commissario Luigi Calabresi.

E' stato condannato e assolto e poi ancora condannato da una serie infinita e contraddittoria di sentenze. Per la legge ora è colpevole, nonostante lui abbia sempre dichiarato il contrario. C'è chi non gli crede, e chi gli crede. E' la sua parola contro quella

di un altro imputato, Leonardo Marino, che lo ha accusato 16 anni dopo il vergognoso delitto di Milano. Sofri non è stato condannato ne' per aver sparato né per aver ordinato l'omicidio ne' per averlo organizzato, ma per non essersi opposto a una decisione già presa da altri. Sofri rifiuta con sdegno anche questa ricostruzione. E ha tentato di provarlo. Alcuni giudici gli hanno creduto, mentre l'ultima sentenza ha dato ragione a Marino. Una parola contro l'altra. L'imputato Marino non è in carcere, nemmeno gli imputati Bompressi e Pietrostefani sono in carcere. L'unico in carcere è Adriano Sofri. Che ci resta, dopo essersi difeso confidando nella giustizia e non avendo mai chiesto né la Grazia né i permessi né gli affidamenti ai servizi sociali né di scontare la pena al domicilio. Sono cose che se chiedesse gli sarebbero concesse. Sofri non lo fa, perché dice di essere innocente. E' prigioniero a Pisa. Un prigioniero a cui decine di giornali italiani e stranieri chiedono l'opinione, a cui le case editrici

e i saggisti mandano i libri nella speranza che li legga e li consigli ai lettori, a cui le televisioni chiedono interviste e commenti.

Non è una cosa normale, nonostante Sofri faccia finta di vivere una vita normale. Non è normale neanche che il nostro sistema mandi in galera qualcuno al di là di ogni ragionevole dubbio. E quale dubbio più ragionevole ci può essere oltre a una sentenza

di assoluzione? Il governo, nella persona di Silvio Berlusconi, ha scritto che è giunto il momento di procedere alla Grazia.

L'opposizione è largamente d'accordo. La famiglia Calabresi ha detto che non si opporrebbe. I passaggi burocratici al ministero della Giustizia sono quisquilie. Signor presidente spetta a Lei decidere. In un modo o in un altro. L'unica cosa che non può fare

è girarsi dall'altra parte. Signor presidente i weblog Le chiedono di graziare Sofri.
Paolo Carotenuto NAPOLI  

 

 




permalink | inviato da il 1/7/2003 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 giugno 2003

La storia dei processi.

 

 La storia dei processi

 • Il 17 maggio 1972 il commissario di polizia Luigi Calabresi viene assassinato con due colpi di pistola mentre esce dalla sua abitazione di Milano. Nelle testimonianze di allora alcuni elementi concordano. Si parla di un aggressore sulla trentina, alto e biondo, fuggito su un'auto guidata da una donna. Calabresi è personaggio assai noto. Il 15 dicembre di tre anni prima, dal suo ufficio al quarto piano della questura, è precipitato l'anarchico Pino Pinelli, fermato per la strage di piazza Fontana. La versione offerta dalla questura, poi dimostratasi falsa, è che Pinelli si sia suicidato perché inchiodato alle "prove della sua colpevolezza". Il movimento Lotta Continua e il suo giornale conducono una dura campagna di opinione contro la questura di Milano e il commissario Calabresi. Quest'ultimo, nell'autunno del 1971, verrà inquisito con l'accusa di omicidio. Il procedimento sarà archiviato lo stesso anno dal giudice D'Ambrosio, che accrediterà l'ipotesi del "malore attivo".

Le indagini sull'omicidio Calabresi compiute nei mesi seguenti non giungono ad alcun esito, dopo essersi vanamente indirizzate verso obiettivi della sinistra extraparlamentare (ma anche dell'estrema destra).

• Il 28 luglio 1988 Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vengono arrestati all'alba nelle loro case per l'assassinio di Luigi Calabresi. Due giorni prima, ufficialmente, è stato arrestato Leonardo Marino, ex militante di LC, ex operaio, ora venditore ambulante. si dimostrerà in seguito che i contatti di Marino con i carabinieri duravano da molto tempo prima dell'arresto. Per tutti e quattro l'accusa è di omicidio volontario premeditato. Sofri e Pietrostefani vengono indicati come i mandanti, Bompressi come l'esecutore materiale, Marino quale "autista" dell'agguato. Altri ex dirigenti di LC ricevono comunicazioni giudiziarie per concorso in omicidio.

• Il 6 settembre 1988 il tribunale della libertà dispone gli arresti domiciliari per Sofri, Bompressi e Pietrostefani, che saranno rimessi in libertà un mese e mezzo più tardi. Marino rimarrà agli arresti domiciliari, con permesso di recarsi al lavoro, per circa sei anni, che gli varranno come pena scontata.

• Il 28 giugno 1989 Sofri, Bompressi, Pietrostefani e Marino sono rinviati a giudizio assieme ad altri 13 ex militanti di Lotta Continua, accusati da Marino di aver partecipato con lui a diverse rapine. Per altre 22 persone, tra cui i maggiori dirigenti di LC, si dichiara il non luogo a procedere.

• Il processo di primo grado inizia il 27 novembre 1989 a Milano. E' in questo processo che emerge la maggior quantità di contraddizioni e bugie nel racconto di Marino, in modi addirittura plateali. Dopo che Sofri aveva annunciato che non sarebbe ricorso in appello in caso di condanna, il 2 maggio 1990 il processo si conclude con la condanna di Sofri, Bompressi e Pietrostefani a 22 anni di reclusione. Marino è condannato a 11 anni, in base agli sconti di pena previsti dalla legge sui pentiti. Durante il processo si era appreso che il presidente del tribunale era già stato trasferito alla procura di Milano, cioè all'ufficio che gestisce l'accusa.

• Il 15 maggio 1991 inizia il processo d'appello. Malgrado non abbia fatto ricorso, Sofri vi è giudicato in quanto si ritiene che la sua posizione sia legata a quella degli altri imputati. Il dibattimento è assai più sbrigativo e l'unico nodo nuovo affrontato sono le perizie balistiche, che contraddicono la versione dell'omicidio riferita da Marino. Il 12 luglio 1991 la sentenza conferma tutte le condanne del primo grado. Le motivazioni dimostreranno una docilissima fedeltà a quelle del processo precedente.

• Il 18 giugno 1992 Adriano Sofri inizia uno sciopero della fame per protestare contro la decisione di spostare la discussione del ricorso al processo Calabresi dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione alla sesta. Un mese dopo il presidente della Corte di Cassazione dispone che il processo venga affidato alle Sezioni Unite. Adriano Sofri sospende lo sciopero della fame.

• Il 23 ottobre 1992 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione annullano la sentenza d'appello. Nelle motivazioni si spiega che la chiamata di correo di Marino non è confortata da sufficienti riscontri. Intanto, nei processi celebrati a Torino per le rapine confessate da Marino, questi non viene ritenuto credibile, e gli imputati sono assolti.

• Il nuovo processo d'appello si celebra ancora a Milano. Il dibattimento è condotto in maniera più accurata e la sentenza viene pronunciata il 21 dicembre 1993. Tutti gli imputati vengono assolti, compreso Marino che non viene creduto nemmeno su se stesso.

• Le motivazioni della sentenza vengono depositate a maggio del 1994. Il testo, scritto dal giudice a latere del processo d'appello, si diffonde interamente in valutazioni sulla assoluta credibilità di Marino, rendendo ingiustificabile la sentenza di assoluzione. Da più parti viene definita una "sentenza suicida", costruita apposta per essere annullata dalla Cassazione, e che disattende il giudizio della giuria.

• Il 27 ottobre 1994 la Corte di Cassazione, chiamata a decidere per la seconda volta, annulla la sentenza di assoluzione, proprio richiamandosi alle incongruenze delle motivazioni.

• Il terzo processo d'appello dura appena un mese. Non compare nessun elemento nuovo e niente modifica lo stato di cose condannato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Ciò nonostante, ormai dimenticato dai mezzi di informazione e dall'opinione pubblica, il processo si conclude l'11 novembre 1995 con la riconferma delle condanne a 22 anni di carcere. Per Marino, in nome della legge sui pentiti, il reato è considerato estinto senza che abbia scontato più di tre mesi di carcere.

• Il 22 gennaio 1997 la Quinta Sezione della Corte di Cassazione conferma la sentenza di condanna a 22 anni di carcere per Sofri, Bompressi e Pietrostefani e la prescrizione del reato per Marino.

• Il 24 gennaio 1997 Adriano Sofri viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Pisa. Sempre a Pisa, qualche ora prima, si costituisce Ovidio Bompressi. Giorgio Pietrostefani fa sapere da Parigi, dove vive, che entro pochi giorni tornerà in Italia per costituirsi.

• Il 29 gennaio 1997 Giorgio Pietrostefani fa ritorno in Italia per costituirsi e viene portato nel carcere di Pisa.

 




permalink | inviato da il 27/6/2003 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


26 giugno 2003

Liberate Adriano Sofri

http://rolli.clarence.com/archive/014902.html#014902




permalink | inviato da il 26/6/2003 alle 23:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

sfoglia     luglio